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	<title>Arci Liguria</title>
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	<description>Arci comitato regionale Liguria</description>
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		<title>Siamo in guerra?</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 10:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 4 Settembre anche l’Arci era in piazza a Roma insieme ai Rom di tutta Italia, per dire basta alle discriminazioni, chiedere di fermare le espulsioni di massa in Francia come in Italia e superare in modo definitivo la politica dei campi. Non può che preoccupare, anche se non stupisce, che sull&#8217;esempio dell&#8217;Italia di Maroni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 Settembre anche l’Arci era in piazza a Roma insieme ai Rom di tutta Italia, per  dire basta alle discriminazioni, chiedere di fermare le  espulsioni di massa in Francia come in Italia e superare in modo definitivo la politica dei campi.</p>
<p>Non può che preoccupare, anche se non stupisce, che sull&#8217;esempio dell&#8217;Italia di Maroni e Borghezio anche Sarkozy abbia deciso di inventarsi un&#8217;emergenza Rom, con conseguente rimpatrio forzato, per risalire la china dopo il crollo della sua popolarità dovuto allo scandalo dell&#8217;evasione fiscale di Liliane Bettencourt, erede dell&#8217;impero L&#8217;Oreal.<span id="more-293"></span><a href="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/09/rom-sinti1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-297" src="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/09/rom-sinti1-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" /></a></p>
<p>Il provvedimento francese ha suscitato reazioni di sgomento e preoccupazione da parte della Commissione europea, del Vaticano e di ampi settori della società francese, preoccupati però più di veder messa in discussione la libera circolazione dei cittadini appartenenti alla comunità europea (Bulgaria e Romania sono entrati nell&#8217;Unione nel 2007) che non della vera e propria operazione di pulizia etnica francese.</p>
<p>A questo proposito non possiamo che essere dispiaciuti e un po&#8217; preoccupati per il pensionamento di Monsignor Marchetto che in questi anni non ha risparmiato critiche molto dure alle politiche migratorie dell&#8217;Italia &#8211; ad esempio riguardo ai respingimenti in mare o alle norme del pacchetto sicurezza – e di altri paesi della comunità europea, ultima in ordine di tempo la Francia che pretende di colpevolizzare un&#8217;intera popolazione per eventuali violazioni di legge commesse da alcuni.</p>
<p>La vicenda francese deve però farci ricordare che il nostro Governo di centrosinistra, convocato d&#8217;urgenza, tentò di fare la stessa cosa contro i cittadini romeni, all&#8217;indomani dell’efferato omicidio Reggiani, col sostegno di una campagna di stampa di una violenza inaudita.</p>
<p>E come dimenticare le vicende legate allo sgombero dei romeni dal greto del Polcevera da parte del Comune di Genova, cosa che fummo tra i pochi a criticare?</p>
<p>Sono ormai troppe le iniziative dei vari governi che ricordano sempre di più le deportazioni del tempo di guerra.</p>
<p>Ma forse proprio a questo assistiamo. Ad una guerra preventiva contro gli esclusi. Basta guardare alla disoccupazione galoppante, a scuola e sanità messe inginocchio per i tagli mentre si sperperano miliardi per l&#8217;acquisto di armamenti inutili, a quelle discariche sociali che sono le carceri per rendersi conto che questi governi non sono in grado di dare risposte ai bisogni della società.</p>
<p>Ma se questi governi, il nostro in testa, hanno deciso di fare la guerra preventiva minando giorno dopo giorno le basi della convivenza civile e democratica faticosamente conquistata ed aspettando la deflagrazione per poi porre rimedio con la forza, noi, come tanti bravi “artificieri” continueremo quotidianamente a “sminare” atteggiamenti, pregiudizi, odio, incomunicabilità, nefandezze che stanno alla base della concezione guerrafondaia di questi nuovi padroni del mondo.</p>
<p>Alla politica dell&#8217;odio continueremo a contrapporre la nostra pratica quotidiana di solidarietà, dialogo, confronto e, cosa forse desueta per alcuni, lotta per la conquista e la difesa dei diritti e del loro concreto esercizio per tutti.</p>
<p>A costo di apparire matti continueremo a lavorare in questa direzione.</p>
<p>Walter Massa, presidente di Arci Liguria</p>
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		<title>E’ uscito il bando di servizio civile nazionale!</title>
		<link>http://arciliguria.it/blog/2010/09/03/e%e2%80%99-uscito-il-bando-di-servizio-civile-nazionale/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 07:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arci  Servizio Civile ha approvati nel bando 2 progetti per un numero complessivo di  16  posti a disposizione (8 posti disponibili sui progetto sui minori e 8 posti su progetto assistenza migranti) Possono partecipare alla selezione per la realizzazione dei progetti approvati i giovani che alla data di scadenza del bando: -          abbiano compiuto il  diciottesimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial"> </span></p>
<p><span style="font-family: Arial"><a href="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/09/arciserviziocivile.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-289" src="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/09/arciserviziocivile.jpeg" alt="" width="160" height="135" /></a>Arci  Servizio Civile ha approvati nel bando 2 progetti per un numero complessivo di  16  posti a disposizione (8 posti disponibili sui progetto sui minori e 8 posti su progetto assistenza migranti) </span></p>
<p><span style="font-family: Arial"> </span></p>
<p><span style="font-family: Arial">Possono partecipare alla selezione per la realizzazione dei progetti approvati i giovani che alla data di scadenza del bando:</span></p>
<p>-          <span style="font-family: Arial">abbiano compiuto il  diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età</span></p>
<p>-          <span style="font-family: Arial">siano in possesso della cittadinanza italiana</span></p>
<p><span style="font-family: Arial">Le domande di partecipazione alla selezioni dei progetti di cui sopra dovranno essere inviate direttamente alla sede di Arci Servizio Civile Genova -  Via San Luca 15/9 Tel 010/2476909   <strong>entro le ore 14.00 del 4 Ottobre 2010. </strong></span></p>
<p><span style="font-family: Arial">Le domande dovranno essere redatte secondo la modulistica prevista  (scaricabile dal sito <a href="http://www.arciserviziocivile.it/" target="_blank"><strong><span style="color: #800080">www.arciserviziocivile.it</span></strong></a> ) </span></p>
<p><span style="font-family: Arial">Sullo stesso sito è possibile visionare i progetti nel dettaglio.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial">Gli uffici di Arci Servizio Civile sono a disposizione ogni mattina a partire da  giovedi 9 Settembre  ore 9/12   per informazioni sui progetti , ritiro modulistica; e consegna domande di partecipazione al bando.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial">Si ricorda che il servizio civile nazionale dura 12 mesi e che è prevista una retribuzione di 433,80 mensili.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial"> </span></p>
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		<title>Paolo Beni: “Via i videopoker dai nostri circoli attraverso un percorso di consapevolezza”</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 14:11:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presidente nazionale dell’associazione invita i propri circoli a “eliminare gradualmente i generi di intrattenimento che producono isolamento e sono lontani dai valori dell’aggregazione sociale” FIRENZE &#8211; “Via i videopoker dai circoli Arci”. E’ l’auspicio di Paolo Beni, presidente nazionale dell’Arci, che intende mettere al bando questo genere di intrattenimento nelle case del popolo. “Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente nazionale dell’associazione invita i propri circoli a “eliminare gradualmente i generi di intrattenimento che producono isolamento e sono lontani dai valori dell’aggregazione sociale”<span id="more-232"></span><a href="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/09/cinese_videopoker1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-234" src="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/09/cinese_videopoker1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>FIRENZE &#8211; “Via i videopoker dai circoli Arci”.  E’ l’auspicio di Paolo Beni, presidente nazionale dell’Arci, che intende mettere al bando questo genere di intrattenimento nelle case del popolo. “Non è un editto &#8211; spiega Beni &#8211; ma un graduale percorso di consapevolezza attraverso il quale intendiamo eliminare questo tipo di passatempo”. Il motivo? “I videopoker &#8211; afferma il presidente dell’Arci &#8211; sono in totale antitesi con i valori fondanti della nostra associazione: producono isolamento e non aggregazione; sono legali ma hanno forti controindicazioni sul piano sociale e culturale. Inoltre, talvolta costituiscono un veicolo inquietante di riciclaggio di denaro pubblico”. Eppure, nei circoli Arci, videopoker e affini riscuotono un grande successo visto che, spiega Beni, “spesso consentono al circolo di far cassa e di sopravvivere economicamente”.</p>
<p>La decisione di Paolo Beni non è maturata all’improvviso, ma è il frutto di “intensi momenti di discussione all’interno dell’associazione, come quello all’ultimo congresso nazionale”. Una scelta, quella di eliminare i videopoker dalle case del popolo, rafforzata all’indomani del provvedimento preso da Marco Giuliani, presidente provinciale dell’Arci Grosseto, che ha deciso di eliminare i videopoker e le slot machine dai circoli del proprio territorio (circa 50).</p>
<p>“L’eliminazione dei videopoker &#8211; conclude Beni &#8211; è uno degli interventi che rientra nel codice etico dei circoli Arci. Vogliamo rendere operativa questa decisione, altrimenti predichiamo bene ma agiamo male”.</p>
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		<title>Como, Dell&#8217;Utri cacciato dalle proteste della gente: un segnale da non dimenticare &#8211; Fuori i mafiosi dalla società civile</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 16:29:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normale]]></category>
		<category><![CDATA[mafia dell'utri como stalliere arcore berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Da domani si riprende, intanto ci sembra opportuno un anticipo con il video della cacciata di Dell&#8217;Utri a Como. Mentre gli &#8220;addetti ai lavori&#8221; si confrontano su voto, alleanze, strategie etc&#8230;, da Como un segnale forte. Quello di cui c&#8217;è bisogno è prima di tutto la chiarezza: fuori le mafie dalla nostra vita, fuori tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Da domani si riprende, intanto ci sembra opportuno un anticipo con il video della cacciata di Dell&#8217;Utri a Como. Mentre gli &#8220;addetti ai lavori&#8221; si confrontano su voto, alleanze, strategie etc&#8230;, da Como un segnale forte. Quello di cui c&#8217;è bisogno è prima di tutto la chiarezza: fuori le mafie dalla nostra vita, fuori tutti quelli che sono compromessi con le mafie.</em></p>
<p><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3QPy4qWa07k&amp;feature=player_embedded">Ecco il filmato</a> proposto da</em> <a href="http://www.youtube.com/user/QuiLeccoLibera"><strong>QuiLeccoLibera</strong></a> | 30 agosto 2010, <em>con un lapidario commento</em></p>
<p>Il Senatore Marcello Dell&#8217;Utri è stato duramente contestato a Como durante la rassegna &#8220;Parolario&#8221;. Al matrimonio di Jimmy Fauci si sarebbe certamente trovato a proprio agio. Peccato, non tutti amano la sudditanza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sono troppi i detenuti &#8211; e soprattutto quelli deceduti &#8211; non poche le carceri o gli agenti di custodia</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 14:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normale]]></category>

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		<description><![CDATA[Al 31 luglio in galera in Italia c&#8217;erano 68.121 persone, di cui 28.941 in attesa di giudizio e 13.987 in attesa di primo giudizio. Questo, a fronte di una capienza regolamentare di 44.576 persone. Di queste persone, 58 sono morte nel 2010, 38 delle quali per suicidio accertato. La tanto vociferata emergenza carceri, in nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al 31 luglio in galera in Italia c&#8217;erano 68.121 persone, di cui 28.941 in attesa di giudizio e 13.987 in attesa di primo giudizio. Questo, a fronte di una capienza regolamentare di 44.576 persone. Di queste persone, 58 sono morte nel 2010, 38 delle quali per suicidio accertato. La tanto vociferata emergenza carceri, in nome della quale si è varato un &#8216;piano carceri&#8217; al momento ancora sconosciuto, è sparita dalle cronache, soppiantata dalle disavventure di un governo che pure, vista l&#8217;alta percentuale di inquisiti, dovrebbe avere a cuore la questione. In Liguria il quadro non è migliore, nè potrebbe esserlo: nelle 7 strutture sul territorio (Imperia, Sanremo, Savona, Genova Marassi, Pontedecimo, Chiavari e La Spezia) la capienza regolamentare è di 1.139 persone contro le 1.758 presenti,  di cui 84 donne nella sola struttura femminile, quella di Pontedecimo.  Qusti sono solo alcuni dei dati che potete trovare nelle<a href="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/08/detenuti_31_luglio_20101.pdf"> statistiche</a> elaborate sulla base dei dati ufficiali dell&#8217;amministrazione penitenziaria.</p>
<p>A fronte di questa situazione non si può che ribadire quanto espresso da <strong>Sandra Bettio</strong>,(nella foto)  dirigente Arci e presidente della Conferenza Regionale Volontariato e Giustizia in una recente intervistaa.</p>
<p><em>Questa situazione va sicuramente imputata alla legislazione in materia di droghe, di recidiva e di immigrazione, alle nuove leggi orientate alla logica della “tolleranza zero”, ma anche alla mancata applicazione di quelle in vigore (regolamento penitenziario del 2000, leggi Smuraglia, Gozzini, sulle detenute madri, difficoltà del passaggio dalla sanità penitenziaria al SSN). E anche se le proposte sulla messa alla prova e sulla detenzione domiciliare del Ministro Alfano diventeranno legge, i risultati deflattivi saranno comunque inferiori alle aspettative promesse. Il problema dell’edilizia penitenziaria, ovviamente esiste, ma si tratta principalmente di adeguare quelle esistenti agli standard di vivibilità previsti anche dalla Comunità Europea.<span id="more-207"></span></em></p>
<div id="attachment_210" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><em><em><a href="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/08/sandra.jpg"><img class="size-medium wp-image-210" src="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/08/sandra-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></em></em><p class="wp-caption-text">Sandra Bettio</p></div>
<p><em> </em></p>
<p>Dunque sono troppi i detenuti. E voi, come Conferenza Volontariato e Giustizia cosa proponete?</p>
<p><em>Noi abbiamo le idee ben chiare su quello che dovrebbero fare le autorità competenti e non manchiamo di far pervenire loro le nostre osservazioni in merito. Pensiamo però soprattutto a quanto possiamo, e dobbiamo, fare noi. Così a livello nazionale è stato lanciato un appello al mondo del volontariato per un “Piano sociale straordinario per le carceri”. Un piano, cioè, che preveda iniziative di sostegno al reinserimento sociale per coloro che escono o che potrebbero uscire dal carcere, attraverso la formazione, il sostegno lavorativo e abitativo, l’attivazione del terzo settore e dell’associazionismo.</em></p>
<p><em>Qui in Liguria abbiamo già attivato un percorso che porti alla creazione del Garante dei diritti delle persone detenute; percorso che ha incontrato purtroppo molte difficoltà &#8211; alcune prevedibili anche se comunque inaccettibaili, altre inattese e ingiustificate &#8211; ma che siamo determinati a portare a termine. A Genova abbiamo anche attivato un progetto per i cosiddetti ‘Nuovi giunti’, le persone cioè appena entrate in carcere, molto spesso, se non quasi sempre, per la prima volta; le incontriamo per ascoltarle e anche per cercare di provvedere alle loro esigenze, molto spesso assolutamente urgenti quali biancheria intima di ricambio etc. Altri progetti sono in cantiere su tutto il territorio regionale ad opera di associazioni catoliche e laiche.</em></p>
<p>Tutte iniziative ottime e che in qualche misura possono attenuare la drammaticità dellasituazione, anche se magari solo in pochi casi rispetto al problema complessivo. Per ’stimolare’ le autorità competemnti cosa pensate di fare? E cosa potrebbero fare gli altri ‘attori’ di questo dramma?</p>
<p><em>Oltre a cercare di continuare a fare opera di sensibilizzazione, ma anche di ‘controinformazione’ molte volte, abbiamo rivolto a tutto il volontariato un appello per una mobilitazione che realizzi strategie e forme di pacifica manifestazione fino all’autosospensione dal servizio da porre in atto per sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica e sollecitare il Governo e le istituzioni preposte a trovare le adeguate soluzioni al problema entro l’ estate. In questo quadro sarebbe opportuno che anche le altre figure coinvolte nel problema &#8211; polizia penitenziaria, amministrazione e direzioni &#8211; prendessero in considerazione la possibilità di forme coraggiose di protesta. Nella mia vita mi sono occupata molto del servizio civile, una conquista importante della nostra società &#8211; gravemente sotto attacco da questo governo, non smetterò mai di denunciarlo &#8211; dovuta anche al sacrificio di tanti giovani che ebbero il coraggio di fare gli obiettori di coscienza pagando prezzi altissimi per questo.</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;G8, i vertici della polizia coprirono la vergognosa condotta dei poliziotti&#8221;</title>
		<link>http://arciliguria.it/blog/2010/07/31/g8-i-vertici-della-polizia-coprirono-la-vergognosa-condotta-dei-poliziotti/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 16:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[www.repubblica.it Due dei più importanti poliziotti italiani, &#8220;preso atto del fallimentare esito della perquisizione, si sono attivamente adoperati &#8230; concorrendo a predisporre una serie di false rappresentazioni della realtà a costo di arrestare e accusare ingiustamente i presenti nella scuola&#8221; &#8211; leggi la sentenza integrale di MARCO PREVE Gli alti funzionari della polizia presenti alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/07/diaz_sbirro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-195" src="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/07/diaz_sbirro.jpg" alt="" width="243" height="208" /></a>www.repubblica.it</p>
<h1><strong>Due dei più importanti poliziotti italiani, &#8220;preso atto del fallimentare esito della perquisizione, si sono attivamente adoperati &#8230; concorrendo a predisporre una serie di false rappresentazioni della realtà a costo di arrestare e accusare ingiustamente i presenti nella scuola&#8221; &#8211; <a href="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/07/sentenza_diaz.pdf">leggi la sentenza integrale</a></strong></h1>
<p><em>di MARCO PREVE</em></p>
<div>
<p>Gli alti funzionari della polizia presenti alla irruzione alla scuola Diaz di Genova durante il G8 sono stati condannati dalla Corte d&#8217;Appello in base all&#8217;articolo 40 del codice penale, perché avevano l&#8217;obbligo di impedire le violenze e non lo hanno fatto. E&#8217; quanto emerge dalle motivazioni della sentenza depositate oggi dalla Corte d&#8217;Appello di Genova, presieduta da Salvatore Sinagra. Ribaltando la sentenza di primo grado, i giudici avevano condannato il 18 maggio scorso 25 imputati, tra i quali il capo dell&#8217;anticrimine Francesco Gratteri (4 anni), l&#8217;ex comandante del primo reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini (5 ani), Giovanni Luperi (4 anni), Spartaco Mortola (3 anni e 8 mesi) Gilberto Caldarozzi (3 anni e 8 mesi).</p>
</div>
<p>Luperi e Gratteri, dirigente il primo dell’intelligence e il secondo dell’antiterrorismo, due dei più importanti poliziotti italiani: &#8220;preso atto del fallimentare esito della perquisizione, si sono attivamente adoperati per nascondere la vergognosa condotta dei poliziotti violenti concorrendo a predisporre una serie di false rappresentazioni della realtà a costo di arrestare e accusare ingiustamente i presenti nella scuola&#8221;. Parole pesantissime e non sono le sole quelle contenute nelle 313 pagine delle motivazioni della sentenza con cui la Corte d’Appello di Genova ha condannato questa primavera, poliziotti e funzionari che effettuarono, coordinarono e gestirono la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz trasformata in dormitorio dei no global durante il G8 del 2001 a Genova.</p>
<p>I giudici analizzano poi l’origine del blitz e di nuovo le considerazioni sono inquetanti: &#8220;L’esortazione ad eseguire arresti, di per sé considerata, anche fosse indicativa di rimprovero implicito per precedente colposa inerzia, sarebbe stata comunque superflua, essendo in ogni caso gli operatori di polizia giudiziaria tenuti ad eseguire gli arresti nella ricorrenza dei presupposti di legge dettati nel codice di rito&#8230;. Ma anche per procedere alla perquisizione non è sufficiente un sollecito da parte del Capo della Polizia, bensì occorre pur sempre il sospetto della presenza di armi illegalmente detenute&#8221;. Ancora su Luperi e Gratteri: &#8220;Entrambi hanno cercato di sminuire i loro rispettivi ruoli e funzioni nella vicenda in esame, ma sono stati smentiti dalle molteplici circostanze di segno contrario emerse nel processo&#8221;.</p>
<p>Le motivazioni della sentenza di secondo grado, contenute in 310 pagine, sono state depositate con anticipo sulla scadenza del 16 agosto che era stata annunciata. Rispetto alla sentenza di primo grado, la novità della condanna in Appello è la responsabilità dei vertici per le violenze e per i falsi atti, come le bottiglie molotov portate dentro la scuola dai poliziotti e poi fatte risultare come prova del possesso di armi da parte degli occupanti. Secondo la Corte d&#8217;Appello di Genova, del falso documentale sono responsabili infatti anche i vertici della polizia presenti, non solo i loro sottoposti. Mentre per il Tribunale, unico responsabile risultò Pietro Troiani, la Corte d&#8217;Appello ha stabilito che i filmati sono inequivocabili, perchè indicano un conciliabolo tra alti dirigenti della polizia nel cortile della scuola con le bottiglie in mano, e ha stabilito che non potevano perciò non sapere nulla.</p>
<p>Per quanto riguarda le violenze commesse dalle forze dell&#8217; ordine durante l&#8217;irruzione, la Corte spiega che Gratteri, Canterini e Luperi erano stati mandati a Genova da Roma per gestire l&#8217;ordine pubblico ed erano i più alti funzionari presenti in loco. Erano presenti all&#8217;operazione e hanno visto quello che accadeva e poichè erano gerarchicamente sovraordinati potevano intervenire per impedire le violenze. Ma non lo fecero.<br />
E&#8217; questo il passaggio mancato nella sentenza del Tribunale. La Corte, come detto, ha applicato l&#8217;articolo 40 del codice penale: non impedire un evento che si ha l&#8217;obbligo di impedire equivale a cagionarlo.</p>
<p>Dalle motivazioni emerge inoltre che le attenuanti generiche non sono state concesse a molti imputati, come Francesco Gratteri, Vincenzo Canterini e Giovanni Luperi, per la gravità dei fatti commessi da alti funzionari dello Stato che hanno giurato fedeltà e lealtà alle leggi. L&#8217;unico ad ottenerle è stato Michelangelo Fournier, ex vice dirigente del reparto mobile di Roma, che ha un certo punto, sebbene con ritardo dice la sentenza, disse basta alle violenze temendo che potesse accadere qualcosa di irreparabile.</p>
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		<title>31 luglio: L&#8217;Aquila Day</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 13:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Aquila. “L’Aquila non merita i manganelli, ha già versato troppo sangue ed è giunto il momento di dire basta”. Sono queste le motivazioni che hanno spinto i comitati “6 aprile 2009” e “3.32 l’Italia non dimentica” a dar vita al L’Aquila Day, in programma per l’intera giornata di sabato 31 luglio. Un evento unico nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’Aquila</strong>. “<em><strong>L’Aquila non merita i  manganelli, ha già versato troppo sangue ed è giunto il momento di dire  basta</strong></em>”. Sono queste le motivazioni che hanno spinto i  comitati “<strong>6 aprile 2009</strong>” e “<strong>3.32 l’Italia non  dimentica</strong>” a dar vita al <strong>L’Aquila Day</strong>, in  programma per l’intera giornata di <strong>sabato 31 luglio</strong>.</p>
<p>Un evento unico nel suo genere caratterizzato dalla semplice  esposizione di bandiere nero-verdi, simbolo della città, sui balconi,  sulle finestre. Ovunque, purché non si dimentichi che a L’Aquila la  situazione è ancora drammatica.<span id="more-177"></span><a href="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/07/non-rido.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-178" src="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/07/non-rido.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a></p>
<p>Il passa parola è già partito sulle pagine di <strong>Facebook </strong>e  sono al momento 3mila le persone che hanno confermato la propria  adesione, anche dall’estero.</p>
<p><a href="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/07/prociv_abruzzo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-180" src="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/07/prociv_abruzzo-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a>“Il 31 luglio” scrivono gli organizzatori “<em><strong>L’Aquila  volerà come non ha mai volato</strong></em>. Se non cominciamo a  ragionare come un popolo, come fratelli, allora è inutile continuare a  lottare”.</p>
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		<title>Walter Massa: nel decennale del G8 occorre rilanciare il nostro impegno per un mondo diverso (e possibile)</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 08:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quanto è accaduto negli ultimi vent&#8217;anni parla di un Paese schizofrenico. Da una parte i fatti hanno dato ragione alle idee della sinistra, dei movimenti pacifisti e &#8216;no global&#8217;, con i temi e le lotte che da Seattle in poi sono arrivati a Genova. Dall&#8217;altra, un paese ipnotizzato dalla propaganda di un regime in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><a href="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/07/piazza_carlo_giuliani.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-167" src="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/07/piazza_carlo_giuliani.jpeg" alt="" width="212" height="238" /></a><span style="font-family: gargi"><span style="font-size: small"><span style="color: #000000">Quanto è accaduto negli ultimi vent&#8217;anni parla di un Paese schizofrenico. Da una parte i fatti hanno dato ragione alle idee della sinistra, dei movimenti pacifisti e &#8216;no global&#8217;, con i temi e le lotte che da Seattle in poi sono arrivati a Genova. Dall&#8217;altra, un paese ipnotizzato dalla propaganda di un regime in cui attorno a &#8216;Cesare&#8217; imperversa una rete mafioso-clientelare che vede coinvolti anche alcuni settori del Vaticano. Nel frattempo dal G8 2001 sono passati nove lunghi anni di sofferenza e di piccole soddisfazioni, di incredulità di fronte a ciò che è potuto accadere in un paese un tempo democratico e civile. Profetiche ed inascoltate dai più furono le parole di un grande uomo di cultura come Edoardo Sanguineti: «Quando fu ucciso Carlo Giuliani, ci rendemmo conto che non poteva non accadere. Visto come si era svolta la questione. A mio parere era il primo esempio di guerra preventiva a livello di guerra civile». Noi dell&#8217;Arci avevamo profuso un grande impegno nella costruzione del percorso che portò al </span><span style="color: #000000">Genoa Social Forum </span><span style="color: #000000">e ci trovammo perciò confortati dalle parole di Sanguineti, e di altre autorevoli voci levatesi, nella richiesta di una commissione d&#8217;inchiesta che facesse chiarezza sulle responsabilità politiche che stavano dietro la scellerata gestione dell&#8217;ordine pubblico, oltre, ovviamente, ad un&#8217;azione ferma e decisa della magistratura. Nulla avvenne sul piano politico. L&#8217;azione della magistratura inquirente risultò lenta, e quella della magistratura giudicante di primo grado fortemente inadeguata, tanto che le sentenze sono state poi &#8216;ribaltate&#8217; in appello. Questo grazie alla perseveranza dei pubblici ministeri che &#8211; con la sola, quanto gravissima eccezione dell&#8217;uccisione di Carlo Giuliani &#8211; non hanno rinunciato ad andare a fondo delle responsabilità. A proposito delle sentenze di appello, non è stato sottolineato forse a sufficienza, in quella per i cosiddetti &#8216;fatti di strada&#8217;, la condanna per l&#8217;arbitrarietà dell´intervento dei carabinieri sul corteo delle &#8216;Tute bianche&#8217; in via Tolemaide &#8211; aggredito quando era ancora ben lontano dal punto d&#8217;arrivo concordato con le autorità &#8211; e la conseguente legittima reazione dei manifestanti. E non dimentichiamo che l&#8217;uccisione di Carlo Giuliani avvenne proprio in seguito al degenerare della situazione dopo quella carica. Con questo fardello sulle spalle ci accingiamo ad affrontare il decennale del G8 genovese, il prossimo anno, nel luglio 2011. Che cosa sarà quel momento? Non certamente la rimpatriata dei reduci ma sicuramente il momento in cui rimettere al centro le nostre ragioni, mai sopite, che allora come oggi ci fanno stare &#8211; con un po&#8217; di presunzione &#8211; dalla parte giusta della vita, come avrebbe detto il nostro Tom. Lo faremo insieme a tante e tanti, soprattutto a chi in quei giorni non c&#8217;era e nel frattempo ha imboccato la strada dell&#8217;impegno contro il degrado culturale del nostro ‘civile’ Paese. Genova 2011 potrà diventare un nuovo trampolino per tutti coloro che non hanno mai smesso di lavorare ad un mondo diverso (e possibile).</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: gargi"><span style="font-size: small"><span style="color: #000000"><strong>Walter Massa, Presidente di Arci Liguria</strong><br />
</span></span></span></p>
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		<title>Iran: la lotta di un Paese, la difesa delle libertà del mondo intero.</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 14:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Iran Genova: Pace e diritti globali, una sfida per il futuro”, così Genova ha concluso la “Settimana dei Diritti” ricordando l&#8217;incessante lotta per la democrazia di un Iran che non si arrende alla dittatura della Repubblica islamica. L&#8217;incontro, organizzato dal Comitato promotore della Tavola della Pace genovese, ha visto la straordinaria partecipazione dell&#8217;avvocato Shirin Ebadi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/07/Shirin-Ebadi-donna-iraniana-nobel-per-la-pace1.jpg"></a><a href="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/07/Shirin-Ebadi-donna-iraniana-nobel-per-la-pace2.jpg"><br />
</a><a href="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/07/Shirin-Ebadi-donna-iraniana-nobel-per-la-pace3.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-156" src="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/07/Shirin-Ebadi-donna-iraniana-nobel-per-la-pace3-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } -->“<em>Iran Genova: Pace e diritti globali, una sfida per il futuro</em>”, così Genova ha concluso la “Settimana dei Diritti” ricordando l&#8217;incessante lotta per la democrazia di un Iran che non si arrende alla dittatura della Repubblica islamica.</p>
<p>L&#8217;incontro, organizzato dal Comitato promotore della  Tavola  della  Pace genovese, ha visto la straordinaria partecipazione  dell&#8217;avvocato Shirin Ebadi (<em>nella foto</em>) prima donna musulmana alla quale, nel 2003, è stato attribuito il premio Nobel per la pace.</p>
<p>Le sue parole, la sua forza d&#8217;animo e la sua fiducia verso la possibilità di un futuro migliore insegnano e promuovono una lotta pacifista volta ad affermare la dignità umana ed a pretendere riscatto dalla tirannia politica e religiosa che logora da anni il suo amato Paese.</p>
<p>Shirin racconta di un Iran sconvolto dalla violenza di un regime totalitario, un Iran  assai lontano dall&#8217;ideale di democrazia che la<span style="text-decoration: underline"> </span> società civile iraniana tenta quotidianamente di promuovere con la sola forza delle idee e delle parole. Un paese in cui i diritti individuali vengono costantemente soffocati dalla violenta repressione del governo e dalla forza della censura.<span id="more-149"></span></p>
<p>“Il problema non è culturale ma politico”, afferma a testa alta l&#8217;Avvocatessa che da molto tempo è costretta ad un&#8217;esilio forzato. Del resto non ci resta difficile comprenderlo a fronte del continuo proliferare di arresti ed esecuzioni utilizzati dal regime di  Ahmadinejad per soffocare ogni forma di resistenza e di difesa di  una  libertà ormai schiacciata dal suo pressante controllo.</p>
<p>Proprio di recente Mohammed Mostafaei , avvocato conosciuto  in Iran per la sua intensa attività in difesa dei diritti umani, lo scorso sabato  ha subito un forte gesto di intimidazione: la moglie e il cognato sono stati arrestati senza alcuna motivazione. Secondo quanto riferito da Mostafei stesso all&#8217;interno del suo blog, egli sarebbe stato contattato dalle autorità e si sarebbe dovuto presentare alla prigione di Evin, ma in sua assenza  le autorità si sarebbero invece presentate nell’ufficio dell’avvocato e, senza averlo trovato, hanno arrestato la moglie e il cognato.</p>
<p>Probabilmente la rappresaglia delle autorità è dovuta alla maniera risoluta con cui l&#8217;avvocato iraniano ha difeso Sakineh Mohammadi Ashtian, la donna di 43 anni condannata alla lapidazione in base ad una confessione estortale con la tortura. <a href="http://freesakineh.org/">http://freesakineh.org</a> è il sito per firmare la petizione contro la sua lapidazione.</p>
<p>&#8220;<em>La democrazia è un fiore che deve essere curato ogni giorno. Non potete nemmeno dimenticarvi un giorno di curarlo, altrimenti appassisce</em>&#8220;. Queste parole di Shirin Ebadi devono insegnarci che quanto sta accadendo in Iran non può e non deve per alcun motivo lasciarci indifferenti.</p>
<p>Anche in Iran Human Rights, organizzazione per i diritti umani in Iran che ha sede a Oslo, ricorda alla comunità internazionale che fatti come quelli accaduti all&#8217;avvocato Mostafaei, non devono passare inosservati . Si tratta di un evento assai preoccupante, un uomo colpito in prima persona per il lavoro che svolge è solo il singolo l&#8217;esempio di un problema che riguarda, oltre che lui anche gli altri avvocati che ancora non si sono rassegnati all&#8217;esilio.</p>
<p>La nostra lotta per la democrazia è fortemente legata a quella iraniana. Difendere la libertà di ciascun individuo deve significare innanzitutto l&#8217;interesse e l&#8217;impegno nell&#8217;abolizione di tali dinamiche di governo e di repressione dei diritti, in qualsiasi Paese, in qualsiasi società.</p>
<p>Come ricordato anche dall&#8217;Assessore Enrico Vesco, che ha chiuso il dibattito con il suo intervento, il concetto di democrazia è davvero solido solo nella misura in cui, in Iran così come in Italia, le libertà individuali e collettive vengono tutelate e garantite senza eccezioni. “<em>Sta a noi il compito di trasmettere conoscenza, documentare e far riflettere le nuove generazioni”, </em>ha continuato Vesco ribadendo con fermezza l&#8217;importanza delle testimonianze dei protagonisti e della condivisione delle forme di protesta da parte di tutti i paesi.</p>
<p>Giada Cecchin</p>
<p>﻿</p>
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		<title>Walter Massa è il nuovo responsabile nazionale dell&#039;organizzazione della rete Arci</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 14:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ufficiostampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio Nazionale Arci ha approvato le responsabilità politiche per il nuovo quadriennio che si è aperto con il Congresso di Chianciano. Al nostro presidente regionale, Walter Massa, è stato affidato un significativo incarico: quello di responsabile nazionale dell&#8217;organizzazione delle rete Arci sul territorio. Si tratta ovviamente di un importante riconoscimento per il lavoro svolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Consiglio Nazionale Arci ha  approvato le responsabilità politiche per il nuovo quadriennio che si è  aperto con il Congresso di Chianciano. Al nostro presidente regionale, Walter Massa, è  stato affidato un significativo incarico: quello di responsabile  nazionale dell&#8217;organizzazione delle rete Arci sul territorio. Si tratta  ovviamente di un importante riconoscimento per il lavoro svolto in  questi anni dal Presidente di Arci Liguria e da tutta l&#8217;Arci ligure che  ci onora e ci sprona a lavorare nella direzione sini qui tenuta. In  questi ultimi due anni Arci Liguria si è ristrutturata, è cresciuta ed  ha scelto un profilo che noi amiamo definire così: &#8220;popolare e di  sinistra&#8221;! Ovviamente Walter manterrà l&#8217;incarico di presidente regionale  dell&#8217;Arci.</strong><br />
Nella ripartizione degli incarichi sono state previste delle &#8220;testate di  lavoro&#8221;; diversi liguri ne fanno parte: Gabriele Taddeo, presidente di  Arci Genova, farà parte del gruppo di lavoro su Diritti culturali,  Rachid Khay farà parte del Gruppo di lavoro su Immigrazione e  antirazzismo e Matteo Lupi farà parte del gruppo nazionale su legalità e  antimafia sociale.<br />
Da segnalare, inoltre, l&#8217;elezione di Giovanni Durante, presidente di  Arci Savona, a Presidente del Collegio dei Garanti Nazionale, ulteriore  tassello del buon lavoro fatto complessivamente da Arci Liguria.<span id="more-83"></span><a href="http://arciliguria.it/wp-content/uploads/2010/07/walter_congresso2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-84" src="http://arciliguria.org/wp-content/uploads/2010/07/walter_congresso2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>“Questa straordinaria rete di welfare informale costituita dal nostro  tessuto associativo va difesa, rilanciata e valorizzata, evidenziando la  straordinaria capacità di mettere in campo &#8220;buone pratiche popolari&#8221;  che fanno bene al nostro Paese, alle nostre città e ai nostri paesi. Per  valorizzarle occorre metterle sempre più in  connessione con le  migliori idee e le migliori energie delle nostre comunità – ha affermato  Walter Massa. Siamo e vogliamo rimanere un punto fermo nella tutela dei  diritti in ogni angolo dei quartieri in cui siamo dove, troppo spesso, i  nostri circoli sono oggi l&#8217;unico presidio socio culturale accessibile a  tutte e tutti. La nostra è un&#8217;associazione fortemente popolare con le  sue contraddizioni &#8211; che la rendono però credibile e vera – che  intendiamo, soprattutto in questa fase, difendere da attacchi  pretestuosi messi in campo in questi mesi dal Governo.Questa la nostra  missione primaria e non si tratta di sola difesa dell&#8217;esistente.”</p>
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